MASTERCLASS TO PRODUCERS

intestazione

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ACCREDITO € 280

Qualora decidessi di portare un amico, AGPCI dà l’opportunità di far partecipare entrambi ad un costo di € 250.

Alle società accreditate alla Masterclass to Producers, AGPCI offre inoltre l’opportunità di iscriversi gratuitamente all’Associazione dei Giovani Produttori Cinematografici Indipendenti per l’anno 2016.

PICTH2DRINK      |      VIP CORNER AGPCI

MARTEDI 24 MAGGIO 2016

09.30 – 10.30
L’IDEA. DALLA COMPLESSITA’ ALLA SINTESI
di Franca De Angelis – WGI

In un pitch ciò che deve arrivare all’interlocutore è l’idea che costituisce il cuore del progetto. L’idea non è uno slogan, una formula standard o un effetto speciale. L’idea non si trova altrove, nasce dentro: è quel particolare seme concettuale affidato allo scrittore del soggetto e della sceneggiatura che comprende al suo interno tutto il successivo sviluppo del progetto e il luogo di innesto per l’ulteriore contributo creativo di moltissime figure professionali che lo realizzeranno e l’arricchiranno. Il seme di un oleandro, non è quello di un girasole: anche se appaiono molto simili sono diversi e contengono futuri diversi. Così l’idea di un film non è quella di un corto e quella di una serie tv non è quella di un documentario. L’idea deve essere specifica e unica come la spirale ellittica del DNA, che tutto contiene e da tutto è diversa.

10.30 – 12.00
LA NARRAZIONE DIVENTA PREVIEW
di Gabriele Mainetti, Nicola Guaglianone

Un caso di scuola, il successo di quest’anno: Lo chiamavano Jeeg Robot. Come si presenta un progetto che è stato concepito con un mood innovativo? Con quali strumenti si riesce a comunicare all’interlocutore l’identità del prodotto finito? Quando e quanto utilizzare la cast list per solleticare l’immaginario e come far procedere la trama per far percepire il coinvolgimento emotivo del pubblico? Va lasciato in sospeso il finale?

12.00 – 12.30
BREAK

12.30 – 13.30
DESIGN E GRAFICA COME STRUMENTI PER LA COMUNICAZIONE E LA PROMOZIONE DI UN FILM
di Daniele Moretti

Mostrare immagini accanto al racconto è di fondamentale importanza, poiché non solo aiuta l’interlocutore ad entrare nella visione dell’autore ma anche perché è una dimostrazione concreta che si ha ben chiaro cosa si intende fare.  Marketing & Design, due facce della stessa medaglia dove l’estetica traccia una strategia piazzando immediatamente un film in un genere o un mercato di riferimento.

13.00 – 14.30
BREAK

14.30 – 16.00
IL GENERE CINEMATOGRAFICO, UNA POTENTE ARMA PER CONQUISTARE I MERCATI INTERNAZIONALI
di Matteo Garrone

Scegliere di scrivere un progetto di genere significa non solo poter spaziare tra numerose tipologie collaudate, ma anche individuare con precisione un target di pubblico oltre che l’identità dei competitor, i modelli di riferimento e le vie privilegiate di accesso a mercati e festival. E’ noto che il genere apre al prodotto le porte del mondo internazionale.

16.00 – 16.30
BREAK

16.30 – 18.00
EFFETTI VISIVI E STORY BOARD: UNO STRUMENTO A FAVORE DELLA STORIA E DELLA PRODUZIONE
di Giuseppe Squillaci

Il pericolo più grande per la circolazione delle idee e dei progetti è l’autocensura. Molte storie si bloccano solo perché prevedono scene visivamente complesse e apparentemente costose. Ma sono timori sorpassati. Se si conoscono i segreti delle nuove tecnologie, che consentono ormai di mettere in scena l’impossibile, si può pensare di sviluppare la narrazione senza restrizioni dovute al budget e alla fattibilità.

MERCOLEDI 25 MAGGIO 2016

09.30 – 10.30
SCRIVERE IL DOSSIER DEL FILM: CONTENUTI EDITORIALI
di Massimo Galimberti

L’idea è il seme e contiene il tutto, l’abbiamo detto. Ma di quel tutto bisogna saper definire e mettere in luce i “selling points” in modo che risultino appetibili al primo colpo d’occhio. E’ di tutta evidenza, ma di non facilissima applicazione, che gli interlocutori sono diversi e bisogna saper cambiare la forma e i contenuti da mettere in risalto: c’è differenza nel presentare un progetto ai mercati o ai Festival o ai bandi per accedere ai Fondi Pubblici.

10.30 – 12.00
DIRECTOR’S STATEMENT
di Matteo Rovere

Il rapporto lavorativo e artistico tra produttore e regista è fondamentale. Bisogna procedere in una direzione comune, anche nella relazione con i finanziatori, per condividere con chiarezza una serie di elementi decisivi che partono dalla tipologia di film, con esempi concreti e presenti nel mercato italiano e internazionale, passando per l’intento narrativo, la visione estetica, l’impostazione delle riprese, fino al cast tecnico. I prodotti più riusciti vedono spesso una chiara condivisione tra regia, produzione e parte finanziaria.

12.00 – 12.30
BREAK

12.30 – 13.30
SHORT CAST WISH LIST, PENSARE AD UN VOLTO ACCANTO AL RACCONTO
di Beatrice Kruger

Essere in grado di offrire oltre che l’idea o sceneggiatura anche la visione sulla scelta degli attori che si vorrebbero coinvolgere, se pur ipoteticamente, permette all’interlocutore che sta esaminando il progetto di comprendere più profondamente la visione del team creativo e il proprio approccio artistico.

13.30 – 15.00
BREAK

15.00 – 16.00
VEDERE IL FILM PRIMA DI GIRARLO
di Sara Manini

Sempre più spesso, soprattutto nei mercati internazionali, si realizzano – a supporto della presentazione orale – dei pitch trailer o teaser. Si tratta di piccoli spot video, che assemblano e utilizzano, con un diverso montaggio, scene di altri film già prodotti, che possono evocare per assonanza tematica o visiva il prodotto nuovo che si intende realizzare. Sono presentazioni che non richiedono in generale un apposito girato. Talvolta però si opta anche per quello.

16.00 – 16.30
BREAK

16.30 – 18.00
COME LEGGERE UNA SCENEGGIATURA
di Fosca Gallesio

La sceneggiatura è un testo tecnico e come tale risulta – al primo impatto – un elemento chiuso e non aperto come un’opera letteraria. La sceneggiatura non è al servizio del lettore, non divaga per fare piacere: impone atmosfere, descrive ambienti e scenografie, programma gli elementi per la messa in scena, descrive i movimenti dei personaggi e stabilisce le parole che gli attori dovranno pronunciare. La sceneggiatura, più è tecnicamente ben fatta, più prelude a un film complesso e affascinante e più corre rischi evidenti di incomprensione o addirittura di rigetto. Chi deve leggere per lavoro una sceneggiatura deve impararne il linguaggio: è il primo passo per un’evoluzione del mercato delle idee anche in Italia.

GIOVEDI 26 MAGGIO 2016

09.30 – 10.30
LA DITTATURA DEL FORMATO
di Massimo Gaudioso

Il tempo è una delle variabili più importanti di una narrazione filmica e dunque anche di un pitch. Un lungometraggio, un corto, una serie tv o una webseries richiedono tipologie di narrazione diverse, riprese diverse, toni diversi, mercati e pubblici diversi. E relativi differenti pitch. Ogni formato tende a privilegiare alcune funzioni interne del prodotto a discapito di altre. Dove conta di più la scrittura e dove la struttura, dove l’ambientazione e in che modo l’attore? Come confezionare un microprodotto dai 50″ ai 3′? Quali differenti competenze mi vengono richieste?

10.30 – 12.00
INVIO DEI MATERIALI E IL RECALL
di Marina Marzotto

Quali sono le modalità più consone e professionali per dare seguito ad un pitch? Come bisogna relazionarsi per avere un feedback? Se abbiamo fatto tutto bene dovremmo poter avere ancora materiale da fornire e un gancio per una prossima conversazione. I materiali sono preziosi e non vanno dati a chiunque e non prima di un incontro.

12.00 – 12.30
BREAK

12.30 – 13.30
TECNICHE DI COMUNICAZIONE: SAPER COME E QUANDO COMUNICARE
di Cristiana Caimmi

Quando serve un’uscita stampa? In fase di preparazione o girato cosa si deve richiedere o preparare? Come attivare una strategia di comunicazione che viaggi insieme alla realizzazione del film?

13.30 – 14.30
BREAK

14.30 – 17.30
PITCH IN PLENARIA – LABORATORIO
di Lino Damiani

Presentazione del proprio progetto e coaching sulle tecniche di comunicazione e pitch.

Per maggiori informazioni rivolgersi a

Tel: (+39) 06 8847 3362
Mail: segreteria @ agpci.eu